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«Se mi denunci uccido te e i bambini». Arrestato padre violento

L'uomo, un 34enne di origini bosniache, è stato arrestato dalla polizia. La vicenda è emersa grazie ai servizi sociali del comune di Rho

Carmine Gallo (al centro) e i suoi uomini durante la conferenza stampa

Aveva trasformato la vita della sua famiglia in un inferno. Minacciava di morte moglie e figli minori. Li picchiava  violentemente e, in più occasioni, li aveva anche obbligati a confezionare le dosi da spacciare. Ora è tutto finito. R.F., 34enne di origini bosniache residente a Rho, è stato arrestato dagli agenti della polizia.

L’operazione è iniziata nei primi giorni di maggio, quando i servizi sociali hanno segnalato al commissariato la difficile situazione familiare. Circostanze pesanti che «svelavano uno scenario fatto di prevaricazioni e violenze», ha riferito durante una conferenza stampa Carmine Gallo, dirigente del commissariato di Rho-Pero.

«Ho incontrato personalmente la signora — ha proseguito Gallo —. Impaurita mi ha raccontato tutto quello che avveniva tra le mura di casa, ma non ha voluto querelare il suo compagno per paura delle ritorsioni che si sarebbero potute scatenare. Temeva — ha precisato — che l’uomo, in preda all’ira, li avrebbe uccisi come più volte aveva minacciato». Sono quindi scattate le indagini dei poliziotti che hanno ascoltato vicini di casa e parenti: tutti hanno confermato il racconto dei servizi sociali e della 34enne.

Gli agenti si sono subito messi sulle sue tracce e, verso la fine di maggio, lo hanno denunciato per spaccio. Successivamente — per «evitare una precipitazione della situazione», ha precisato Gallo — la compagna e i figli sono stati trasferiti in una località protetta. Quando R.F. ha saputo del trasferimento si è recato presso gli uffici dei servizi sociali del comune e ha iniziato ad andare in escandescenza. Per placare il 34enne sono dovuti intervenire gli agenti che, dopo una colluttazione, lo hanno arrestato per resistenza a pubblico ufficiale.

Successivamente si è attivato l’ufficio immigrazione della questura di Milano che ha avviato le procedure di esplusione con trattenimento Cie. L’uomo è stato trasferito nel centro di identificazione e espulsione di Trapani. Lo scorso 26 giugno il Gip Donatella Banci Buonamici su richiesta del Pm Luisa Baima Bollone ha emesso una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di R.F. L’uomo è stato quindi trasferito nel carcere di Trapani, lontano da moglie e figli che ora possono vivere serenamente. 

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