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Lotta all'evasione fiscale, Bollate pensa al baratto amministrativo

Dal mese di settembre la giunta Vassallo ha fatto partire azioni mirate e finalizzate a far rientrare nelle casse comunali le quote non incassate di ICI, IMU, Tari, Tarsu e Tari

L’amministrazione comunale di Bollate avvia il recupero delle imposte non pagate (anni 2010_2015). Dal mese di settembre la giunta Vassallo ha fatto partire azioni mirate e finalizzate a far rientrare nelle casse comunali le quote non incassate di ICI, IMU, Tari, Tarsu e Tari.

Spiega così la scelta l'assessore ai tributi Giuseppe de Ruvo: “L’obiettivo è quello di far pagare a tutti quanto dovuto, per poter pagare tutti meno e prevedere, così, la riduzione delle tasse voluta da questa amministrazione”.

In tale attività gli uffici comunali avranno un supporto operativo: la società incaricata nell’attività di accertamento e riscossione è la vincitrice del bando di gara avviato nel 2013. L’impresa metterà a disposizione dell’ufficio tributi tre persone aggiuntive che affiancheranno gli uffici e si occuperanno di effettuare i controlli e di procedere all’emissione di avvisi.

Inoltre, ci saranno due squadre di tecnici incaricati (qualificati con tesserino di riconoscimento e autorizzazione comunale), che si presenteranno presso le sedi delle aziende sul territorio per una serie di rilievi (misurazioni superfici, rilevazioni aree operative, etc...) finalizzati a verificare sul campo la correttezza dei tributi dovuti. Tutta l'attività sarà supervisionata quotidianamente dai funzionari comunali preposti.

Per evitare gli accertamenti, l’assessore de Ruvo ricorda che i cittadini possono sempre regolarizzare la loro posizione di mancato pagamento delle tasse attraverso il “ravvedimento operoso”, ossia la richiesta spontanea di sistemazione dei mancati pagamenti. Tale procedura di autosegnalazione, ovviamente, è meno onerosa per il cittadino.

Accanto a questa attività di monitoraggio e recupero dell’evasione, l’amministrazione comunale sta attivando anche una modalità innovativa per andare incontro al cittadino che non può pagare le tasse. Si chiama “baratto amministrativo” ed è un procedimento con il quale il cittadino debitore può pagare il suo debito lavorando a favore della città in attività socialmente utili.

Analizza de Ruvo: “Si tratta di una nuova possibilità che la giunta Vassallo ha preso in considerazione anche per il suo alto valore sociale. Consentirebbe, infatti, non solo di recuperare risorse perse per ll Comune, ma anche di impegnare persone, spesso prive di lavoro, in attività utili a tutta la collettività, consentendo di superare il disagio sociale di chi, pur essendo in età lavorativa, non ha un’occupazione”. L’iniziativa, attualmente allo studio, potrebbe anche partire entro l’anno in corso.

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