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Spese pazze al Pirellone: rinviato a giudizio anche Fabrizio Cecchetti

Il vice presidente del consiglio regionale è stato rinviato a giudizio. Dovrà rispondere del reato di peculato

Fabrizio Cecchetti

Tra i cinquantacinque imputati rinviati a giudizio dal giudice per le indagini preliminari Fabrizio D'Arcangelo per le «spese pazze» del Pirellone c’è anche il vice presidente del consiglio regionale Fabrizio Cecchetti, in forza alla Lega Nord. 

Il reato contestato al rhodense — che siede anche tra i banchi della minoranza nel consiglio comunale — è peculato, commesso tra il 2008 e il 2012, secondo l’accusa. In particolare gli vengono contestati i rimborsi per pranzi e cene - scriveva Repubblica nel 2014 - mentre ha già restituito 49 mila euro dopo che la giustizia contabile (corte dei conti) gliele ha contestate. Dall'accusa di peculato, il leghista, si è sempre difeso affermando che i rimborsi sono stati richiesti nel rispetto della legge e le spese non erano a fini privati.

Il processo inizierà il prossimo 1° luglio davanti alla decima sezione penale del tribunale di Milano.

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