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'Bianca', 'latte' e cioccolato 24 ore al giorno, su ordinazione: nel bosco il take away della droga

In manette quattro marocchini che gestivano lo spaccio. Presi anche nove clienti pusher

I nomi in codice non erano particolarmente fantasiosi, tra "bianca", "latte", "sporca" e "cioccolato". Il modus operandi neanche, con la classica consegna al "volo". Evidentemente, però, il posto scelto doveva essere quella giusto, tanto che erano riusciti a mettere in piedi una piazza di spaccio aperta praticamente ventiquattro ore al giorno pronta ad accogliere continue ondate di gente, in arrivo addirittura dalla Svizzera. Ondate che agli investigatori hanno dato l'idea di una fisarmonica - poi diventato il nome dell'indagine - e che alla fine li hanno traditi.

Martedì mattina i carabinieri della compagnia di Rho, guidati dal capitano Simone Musella, hanno arrestato tredici persone - quattro marocchini e nove italiani - tutte accusate di concorso in spaccio di droga aggravato e continuato all'interno di quello che era già stato ribattezzato il "boschetto di Lainate", l'area verde che si estende proprio tra i comuni di Lainate, Garbagnate e Arese. 

Gli ordini al telefono e le consegne

A gestire lo spaccio, secondo l'indagine "Fisarmonica", erano proprio i quattro marocchini - tutti irregolari -, che erano capaci di muovere importanti quantità di cocaina, eroina e hashish. Le luci su di loro si sono accese a fine 2015, quando alcuni residenti hanno segnalato ai militari un continuo e sospetto viavai di auto dalle strade che costeggiavano la zona boschiva. Agli investigatori è bastato poco per capire quale fosse il vero motivo di quelle ondate di macchine e cosa si nascondesse tra gli alberi e la vegetazione.  

Il modus operandi del gruppo era semplice: prima della consegna l'ordine arrivava via telefono. Così, nelle tante pagine dell'inchiesta - che ha portato ad altri ventidue arresti in flagranza - sono finite le varie richieste di "caffè" e "cioccolato" per indicare l'hashish, di "bianca" e "latte" per la cocaina, venduta a 50 euro al grammo, e di "sporca" per l'eroina. 

Arrivato l'ordine, uno dei pusher raggiungeva le strade vicine - soprattutto via per Garbagnate - e cedeva la dose all'acquirente che di solito restava in auto.

Gli italiani clienti pusher

Non solo dosi singole, però. Perché a fare affari con i pusher del bosco erano anche piccoli spacciatori italiani - nove quelli finiti nell'ordinanza - che si rifornivano lì per poi rivendere a loro volta la droga nei propri comuni di residenza.

Quasi tutti - hanno accertato le indagini - spacciavano a 100 euro al grammo la cocaina comprata a 50 proprio dalla "gang del bosco", che era già diventata punto di riferimento per i tossici in arrivo dalla Lombardia, dal Verbano e da oltre confine. 

Purtroppo per loro, però, nel boschetto sono arrivati anche i carabinieri.
 

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