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Museo dell'Alfa di Arese: "Perfavore, riapritelo"

Due giovani alfisti, Stefano e Walter, hanno creato una petizione per far riaprire i battenti al museo dell'Alfa Romeo di Arese

Due automobili esposte nel museo (foto Rimoldi)

Un museo senza visitatori. Questo è quello che succede ad Arese nell'esposizione dell'Alfa. Centinaia di automobili che hanno sancito il successo della casa con il biscione sono al buio, forse con due dita di polvere sopra la carrozzeria. Sicuramente senza nessun visitatore che le può ammirare.

L'area è stata chiusa nel febbraio del 2011 per alcuni lavori di sistemazione. Da allora nessuno è più riuscito a camminare tra quei gioielli con quattro ruote e un motore. Gioielli in tutti i sensi, dato che la collezione di automobili ha un valore complessivo che si aggira fra i cinquanta e i sessanta milioni di euro. All'interno del sito sono conservate vere e proprie perle, come la 159 con cui Fangio vinse il mondiale del 1951.

Il museo era visitatissimo. Solo nel 2010, ultimo anno di attività, più di 24mila persone hanno potuto ammirare quella fantastica collezione di automobili. Tutti pezzi originali, nessuna replica.

Il mondo alfista si è ribellato a questa situazione. Stefano e Walter, due ragazzi con una forte passione per le automobili con lo stemma del biscione, hanno organizzato una petizione per chiedere a Sergio Marchionne di poter riaprire al pubblico quel luogo. L'istanza è stata pubblicata una settimana fa su "Change.org" e ha già raccolto quasi seicento firmatari.

La petizione mira a rendere di nuovo fruibile  l'area del museo: "Sappiamo che si tratta di una proprietà privata, però é anche luogo tutelato dal Ministero dei Beni Culturali Italiano: quindi di interesse collettivo oltre che particolare", scrivono i due alfisti.

"È il simbolo stesso della vera Alfa Romeo, quella autentica e potrebbe diventare il trampolino per il rilancio del marchio se solo vorreste richiamando anche centinaia di migliaia di visitatori — proseguono Stefano e Walter —. La giusta promozione e pubblicità sarebbe in grado di attrarre tanto quanto Maranello per la Ferrari. Vi preghiamo — concludono — di non buttare un'occasione che potrebbe rivelarsi decisiva, dare agli Alfisti passati, presenti e futuri la vera casa Alfa che tutti ancora sogniamo".

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