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Catenacci: «Cdq e Urban Centre? Atto dannoso, inutile e arrogante»

L’ex assessore all’urbanistica Catenacci interviene nuovamente nella questione Contratto di Quartiere e Urban Centre e tuona dal suo blog contro le scelte dell’attuale amministrazione comunale di Bollate e contro le recenti dichiarazioni di Bollate Insieme

Piazza della Resistenza

L’ex assessore all’urbanistica Catenacci interviene nuovamente nella questione Contratto di Quartiere e Urban Centre e tuona dal suo blog contro le scelte dell’attuale amministrazione comunale di Bollate.

Vi riportiamo un estratto delle frasi più interessanti: «Non si può che fare la cronaca di una morte annunciata: i giardini e la fontana di piazza della Resistenza sono stati distrutti, non esistono più. Avremmo potuto, finalmente, festeggiare l’avvio delle opere del Contratto di Quartiere, con l’inizio della ristrutturazione dei caseggiati di via Turati, lavori bloccati dall’amministrazione di Bollate da quasi 5 anni, invece abbiamo dovuto assistere, amaramente, all’abbattimento di un’opera gradita ai bollatesi». 

«Credo che il problema principale non sia se l’Urban Centre fosse necessario; comunque la si pensi su tutta la vicenda riguardante il Contratto di Quartiere di via Turati, su cosa sarebbe stato giusto realizzare, sulla causa del ritardo della sua esecuzione, abbiamo assistito a un atto distruttivo inutile, dannoso e arrogante».

«Inutile, perché l’Urban Centre poteva essere realizzato sul prato adiacente se l’amministrazione avesse rinunciato alla volumetria residenziale prevista su quell’area».

«Dannoso, perché si costruisce un’opera pubblica su un’area già occupata da un’altra opera pubblica in ottimo stato di conservazione; si utilizzano, quindi, soldi della collettività per eliminare un’opera funzionante realizzata con soldi della collettività».

«Arrogante, non solo perché l’amministrazione non ha voluto ascoltare le ragioni di chi si opponeva all’opera, ma anche perché nel far valere il proprio diritto di decidere, (avendo la maggioranza politica in consiglio comunale), lo ha fatto in modo subdolo (esemplare, in questo senso, è stato il consiglio comunale del 25 settembre in cui la maggioranza di destra ha rinunciato a far valere le proprie ragioni lasciando il centrosinistra con il solo sindaco Lorusso che incalzava i gruppi di minoranza sfidandoli ad assumersi la grave responsabilità di modificare la decisione presa dalla sua amministrazione, decisione che se presa dal consiglio comunale, seppur a malincuore, il sindaco avrebbe dovuto rispettare».

«Stendiamo, poi, un velo pietoso sul comportamento tenuto dal sindaco nella Commissione Urbanistica cui avrebbero dovuto partecipare i rappresentanti della ditta Techbau. Sarebbe stata l’occasione per dare delle spiegazioni alla commissione e ai numerosi cittadini presenti ma i responsabili della ditta non c’erano e il sindaco, accampando preoccupazione per la propria sicurezza personale, ha abbandonato l’aula evitando il confronto. Questo si, per usare le stesse parole del Sindaco, è stato: “uno schiaffo alla democrazia”».

«Di fronte a tale comportamento c’è chi, come la lista civica Bollate Insieme, (facendosi strenua paladina dell’amministrazione di destra e di un “dialogo politico democratico corretto” diversamente da chi utilizzerebbe modalità che “fomenterebbero confusione” alla vigilia delle ormai prossime elezioni), esprime preoccupazione perché un pacifico corteo di protesta è passato e ha cantato fuori dalla casa del sindaco».

«Forse non si ricordano alcuni esponenti di tale lista di quando governavano “scorrettamente” con il centrosinistra preparandosi al “grande salto” e al passaggio con la destra, di quando, sotto elezioni, andavano raccontando menzogne colossali sul Pgt e sull’incendio di Natale, di come hanno usato il consenso elettorale, (come fosse un bene personale)».

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«Correttezza e democrazia sono un’altra cosa e non sono certo infangate da pacifiche manifestazioni di protesta. La coerenza, così come la verità, è ancora una virtù, ma difficilmente riscontrabile nei loro comportamenti e invece che parafrasare Don Milani, come ha fatto “Bollate Insieme” preferisco citarlo testualmente affermando che “L’obbedienza non è più una virtù” e pacifici comportamenti di “disobbedienza civile” sono assolutamente in sintonia con una visione democratica della società».

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