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Piazza della Resistenza è salva, Urban Centre pure: si farà altrove

Passa la mozione di Fratelli d'Italia, appoggiata da tutte le minoranze, ma il progetto dell'Urban Centre non verrà eliminato, solo spostato. Piazza della Resistenza rimarrà com'è. La maggioranza diserta l'aula

Passa la mozione presentata da Elena Spandre

Colpi di scena a non finire nel consiglio comunale svoltosi a Bollate giovedì 25 settembre: l’argomento della serata è stato l’Urban Centre e la mozione promossa da Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, a nome Elena Spandre, alla fine è passata con l'aggiunta di un emendamento: la Piazza della Resistenza è salva e l'Urban Centre verrà costruito altrove.

Ecco la cronaca: nel parlamentino è presente quasi tutta l’opposizione, assente la maggioranza tranne il consigliere Walter Moro, il sindaco Stefania Lorusso e alcuni assessori.

A prendere subito parola è Moro che parla per tutta la maggioranza assente e presenta un pregiudiziale sulla mozione: «E' inammissibile perché in contrasto con gli stanziamenti in bilancio già approvati nelle sedute precedenti e gli adempimenti amministrativi».

Continua Moro: «Il Contratto di Quartiere e l’Urban Centre vanno avanti, non c’è più bisogno di discutere su cose di cui si è parlato da tempo, anche perché non ci sono novità nelle proteste delle minoranze e quindi perché chiedere l’eliminazione dell’Urban Centre?». 

Dai banchi delle minoranze si levano forti proteste, quello che ne esce è che i consiglieri presenti dovranno, se vorranno, mandare avanti la mozione e votarsela da soli (con solo Moro a rappresentare la maggioranza bollatese).

Prende la parola anche il sindaco Stefania Lorusso (con delega all’urbanistica): «Giunta e consiglio comunale hanno approvato una serie di atti che dimostrano la volontà di attuare il Cdq in tutti i suoi aspetti, compreso l’Urban Centre. Diamo quindi parere negativo a una mozione che ci indirizzerebbe in una direzione opposta».

Spiega meglio Lorusso: «Questa mozione è dettagliata e indica una strada da percorrere per arrivare alla rinuncia definitiva dell’Urban Centre. Non è quindi un consiglio o una raccomandazione, ma è un impegno, un atto di indirizzo».

Lorusso incalza: «Avendo questa mozione conseguenze a livello contabile, erariale e amministrativo per Bollate la giunta dà parere negativo. Votatela voi la vostra mozione (rivolta ai banchi di opposizione, ndr) e siate consapevoli delle conseguenze dell’impegno che chiederete alla giunta».

Chiusura sibillina del sindaco: «Avete la possibilità di indicare chiaramente che non volete l’Urban Centre, indicandoci la strada da percorrere per porlo nel nulla (ovvero eliminarlo, ndr). Siete liberi di fare questo servizio come consiglieri comunali. Prendetevi le vostre responsabilità e votate la mozione così come l’avete presentata consci delle conseguenze».

Ancora polemiche dopo le parole del sindaco con il consigliere del Pd De Ruvo che commenta: «Si vuole attribuire la responsabilità del cambiamento ai noi consiglieri di opposizione, ma il nostro è un atto di indirizzo invece». 

E ancora Vassallo del Pd (che prima di votare la mozione ha presentato un emendamento ad hoc, stabilendo che l’Urban Centre verrà costruito, ma non sulla Piazza della Resistenza, ma in un altro posto, poi da concordare con il costruttore che ha vinto il bando): «Con questa mozione (rivolto alla giunta, ndr) il coraggio ve lo diamo noi e fatene buon uso».

La mozione alla fine è stata approvata con l’emendamento (13 presenti, 1 no di Moro e 12 sì), con l’esultanza delle opposizioni e la felicità del Comitato “Salviamo la Piazza della Resistenza”. Ma forse anche la maggioranza con questa mozione tira un sospiro di sollievo per un progetto che col passare del tempo aveva sollevato più di un dubbio.

Ora la palla passa alla giunta che ha tempo 60 giorni di tempo per deliberare (ma appare chiaro che la mozione è molto vincolante).

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Probabilmente sarà la prossima amministrazione comunale (dopo le elezioni del 2015) a dovere gestire la faccenda (l’Urban Centre si farà, ma non si sa dove), ma quel che appare chiaro è che la piazza della Resistenza non verrà toccata e verrà aiutato con una parte di quei soldi il cinema Splendor in difficoltà.

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