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Rho, Cecchetti (LN): "Nessuna alleanza col Pdl dei cementificatori"

Il candidato a sindaco della Lega Nord a Rho, Fabrizio Cecchetti, spiega a MilanoToday i perché della corsa solitaria e il programma del movimento del Carroccio.

fabrizio-cecchetti-lega-rhoHa le idee chiare, la Lega di Rho: mai con il Pdl dei cementificatori. E candida a sindaco Fabrizio Cecchetti, 33 anni, in consiglio comunale dal 1998 e al Pirellone dal 2005, coordinatore degli universitari "padani" e conduttore di Radio Padania. E' sostenuto anche dalla lista civica "Gente di Rho".

L'11 maggio, alle 21, in piazza San Vittore, verrà Umberto Bossi in persona a sostenerlo, con un comizio. MilanoToday l'ha intervistato.

Qual è il suo giudizio sulla crisi politico-istituzionale da cui esce la città di Rho? In caso di ballottaggio si ritroverà l'unità nel centro-destra rhodense?

Nella scorsa legislatura ci sono state forti divergenze tra la Lega e il Pdl, che hanno portato la Lega a ritirare gli assessori presenti in giunta. Successivamente lo stesso Pdl ha mandato a casa Zucchetti in seguito agli scontri interni al loro partito. La Lega ha deciso di correre alleata solo alla lista civica “Gente di Rho” di Marco Tizzoni. La nostra è stata una scelta di coerenza e trasparenza. Dopo tutti i problemi che ci sono stati con il Pdl nell’ultimo anno e mezzo, sarebbe stata una presa in giro per i cittadini ripresentarci con perone che in questi anni non hanno fatto l’interesse della città. Vogliamo essere chiari fin da subito sui possibili sviluppi di questa tornata elettorale: se si arriverà al ballottaggio, qualsiasi sia l’esito del primo turno, la nostra coalizione non stringerà alleanze con nessuno. Allearsi con “la sinistra dei campi nomadi” sarebbe innaturale, data la distanza dei nostri programmi e delle rispettive proposte; è bene specificare però che non abbiamo alcuna intenzione di fare apparentamenti di sorta nemmeno con il candidato sindaco sostenuto da Pdl e Udc, Carolina Pellegrini.

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E’ stata l’ esperienza di governo congiunto avuta con l’ex sindaco Zucchetti che ci ha fatto decidere di presentarci da soli, appoggiati unicamente dalla civica “Gente di Rho”, di fronte al giudizio dei rhodensi. Scelta che ha trovato conferma nel programma presentato dal Pdl per queste elezioni, condivisibile nella teoria, ma assolutamente privo di credibilità se si guarda al recente passato. Pare infatti azzardato parlare di difesa del commercio del centro storico quando si voleva costruire un centro commerciale nella zona dell’ex Alfa. A parte questo, non intendiamo collaborare in alcun modo con chi ha dimostrato di avere più a cuore gli interessi dei cementificatori rispetto a quelli dei rhodensi. Restiamo quindi della nostra idea e vogliamo essere coerenti e fedeli alla linea scelta fino in fondo, comunque vadano le cose.
 
logo-lnQuali sono i punti salienti del suo programma?

Abbiamo diversi progetti, ad esempio la costruzione del nuovo commissariato di polizia, l’individuazione di una “Area Feste Permanente”, la realizzazione di un grande centro polifunzionale di pregio con funzioni di Auditorium e Teatro, la riqualificazione dell’area mercato, la costruzione di piste ciclabili che colleghino la frazioni al centro cittadino, la riqualificazione delle frazioni stesse, migliorando i servizi e l’integrazione con il centro cittadino, la realizzazione del nuovo piano del traffico per rendere la città più vivibile e meno inquinata. Vogliamo che Rho diventi una città più sicura, infatti potenzieremo la polizia locale e la videosorveglianza del territorio. Contrasteremo inoltre il problema della prostituzione su strada con lo stesso rigore con cui si sono smantellati tutti i campi nomadi. E’ bene ricordare che è grazie alla Lega Nord che sono stati chiusi e sgomberati tutti i campi nomadi che erano presenti a Rho. Impediremo quindi qualsiasi ritorno dei rom nella nostra città. Un altro punto del nostro programma è la difesa del verde e dell’ambiente e la tutela del territorio. Vogliamo salvaguardare le aree verdi, con l’obiettivo di riqualificare l’esistente e di recuperare le aree dismesse, senza favorire la realizzazione di nuove costruzioni. Un nostro slogan è “Prima i Rhodensi”, vogliamo quindi che si dia la precedenza per l’assegnazione degli alloggi popolari a chi è già residente a Rho da tempo. Questi sono solo alcuni punti del nostro programma che si può scaricare dal nostro sito (fabriziocecchetti.com).

A che punto siamo su Expo 2015? Qual è la sua valutazione sull'impatto dell'Expo sul rhodense?
 
In merito a Expo è bene chiarire che la portata dell'evento impone di valutare tutte le alternative in modo fermo ma ponderato. Ad oggi le possibilità per il nostro comune sono due: la vendita dei terreni, con un ricavo immediato, oppure l'ingresso in Arexpo, che potrebbe consentire di portare la nostra voce nella stanza dei bottoni. A prescindere dalla scelta, ciò che ci sta a cuore è avere la garanzia di poter tutelare gli interessi dei rhodensi. Si tratta di prendere la decisione più giusta per esercitare un ruolo che eviti di subire passivamente le decisioni altrui. Non si possono ripetere gli errori del passato e l'esperienza della Fiera, che ha portato tanti problemi e pochi vantaggi, ci consiglia di procedere con prudenza, per impedire scelte che vadano a scapito del nostro territorio. E' per questo motivo che bisognerà comunque attendere che la situazione generale diventi più chiara e consenta di avere un quadro completo delle prospettive. Inoltre utilizzeremo tutti i mezzi a disposizione per evitare infiltrazioni malavitose, in particolare in vista di Expo, collaborando attivamente con il Ministro Maroni che ha ottenuto risultati unici nella lotta alle mafie.
 
Da ultimo, qual è il suo sogno per Rho?
 
Sarebbe bello riuscire a cambiare l’immagine che la gente ha del sindaco e del comune. Oggi anche le istituzioni che sono maggiormente vicine al cittadino vengono percepite come distanti se non addirittura ostili. Il sogno è quello di cambiare questa situazione, trasmettendo quel senso di apertura che oggi manca e dimostrando alla cittadinanza che è possibile fare politica senza staccarsi dal territorio.
 
Per realizzarlo, l'unica via possibile è uscire dagli uffici e scendere per strada. Se i rhodensi avranno fiducia nelle nostre proposte prenderemo le scrivanie e le metteremo in piazza per ascoltare i problemi della gente. Credo che il comune debba essere visto come un alleato e non come un nemico e per fare ciò bisogna armarsi di buona volontà e trasmettere quel senso di apertura necessario perché i cittadini capiscano di essere importanti tutto l’anno e non soltanto durante le campagne elettorali.

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